| Quale che sia stato il suo reale soma se uno di questi o altri, è certo che, non si sa quanto tempo fa, il diavolo in persona fece la sua apparizione nella Terra Furoris. E, in osservanza del loro nome, gli abitanti di queste contrade, letteralmente "furiosi" ed assolutamente non inclini ad accettare la sua ignobile presenza, lo scacciarono in malo modo. Qualcuno dice che il signore delle tenebre, vistosi trattato con così malagrazia, volesse vendicarsi e pensasse di farlo lasciando un caldo ricordo del suo corpo proprio all'uscita del paese, in sommità, verso Agerola. Così fece e, dovendo poi provvedere alla sua intima e personale pulizia, il demonio non potè fare a meno di agire alla buona, alla contadina per così dire, utilizzando un'erba, la prima che gli capitò sotto mano. Mal gliene incolse perchè quell'erba era tra le ortiche più feroci che crescessero da quelle parti. Il focoso arbusto fece fino in fondo il suo dovere a contatto con la pelle dell'irsuto ed indesiderato ospite provocandogli acuti bruciori ed irrefrenabili pruriti. Quello se ne andò bestemmiando ad altissima voce, pestando con violenza i piedi in terra e si dice che abbia aggiunto:"Furore feroce! Mal'acqua, mala gente pure ll'evere è malamente!" In ricordo di questa sua rapidissima passata, la terra che fu violentemente calpestata dal suo zoccolo caprino e che ne rimase impressionata da portarne, si dice, ancor'oggi l'impronta, fu detta di "pedata".I Furoresi hanno fatto, dunque, onore al loro nome che evoca una qualche terribilità. Ma si dice che, oltre che all'inferno, essi abbiano dato fastidio, in qualche modo, anche agli abitanti del cielo che da queste parte avevano dimora: Santo Jaco, miezo pazzo, o vottarono abbasco 'a chiazza. Sant'Elia, puveriello, 'o vottarono d'a Purtella. Sant'Agnelo, malandrino 'o vottarono dinte Pino. Santo Jaco e, cioè, San Giacomo fu buttato in mezzo alla piazza; fu, però, successivamente recuperato e la statua di "Santo Jaco viecchio" è ancora in casa Penna. Pare che il santo, facendo miracolosamente proliferare il legno da ardere nella legnaia, abbia indotto, in coloro che raccolsero il suo busto dopo la caduta, un timoroso rispetto reverenziale tale da evitarsi di ardere nel camino ..Sant'Agnelo (Sant'Angelo e, cioè, San Michele), del quale si non sa bene perchè è detto che fosse un "malandrino", fu scagliato nel vuoto, in località Pino e finì, logicamente, nelle profondità del Fiordo da dove non tornò indietro nè se ne ebbe più notizia. La valle nella quale il santo cimelio pesantemente rovinò, da quel tempo, ha preso l'eloquente nome di "Vottara".Sant'Elia dei tre fu, forse, il più sfortunato perchè i Furoresi lo scagliarono in mare dalla Portella. Il suo volo lo portò a schiantarsi sugli scogli ed ancora, a veder bene, si possono scorgere sui puntuti macigni, chiazze rossastre che molti, Sindaco in testa, sostengono essere il sangue benedetto della statua che fuoriuscì nel gran botto, schizzando all'intorno. Che cosa abbia portato una popolazione intera a liberarsi con furia delle statue dei suoi Santi protettori facendole rovinare per il dirupo della costa non è dato, nel nostro tempo, sapere. Ma se ne può dedurre della furia degli abitanti di Furore; dal che si spiegherebbe, in parte, anche il nome che questo paese porta.Pare che, però, storie a parte, il nome di Terra Furoris sia dovuto al fortissimo rumore del mare quando, nelle notti di tempesta, si infrange tremendo contro l'imboccatura del Fiordo. Ma, anche se il diavolo se ne andò via bestemmiando, e gli abitanti impazziti non si sa per quale causa si disfecero, violentemente, di tutte le sacre effigi dei loro Santi protettori, la Terra Furoris riserva altre sorprese misteriose ... Le Janare Sembra impossibile che in una terra luminosa e solare come la costiera dai profumi intensi e dai colori accesi possano trovare ospitalità le streghe ... Ma è subito dopo il tramonto che il mare del blu più intenso diventa nero e la Costa Splendida si trasforma in un insieme di ombre nere e grigie.Nel Fiordo, quando le ombre diventavano spesse ed impenetrabili, si racconta che le janare tenessero convegno. Sembra che proprio da qui partissero, in lunghe barche, verso lidi lontani per le loro notturne scorrerie ...ma chi erano le janare?Certamente donne. Sembra che venissero da Conca. Ma che fossero tanto malvagie non è altrettanto sicuro. Un fatto, però, sembra chiaro: chi provò a spiarle pagò con grande spavento e minacce la sua impudenza. E' certo anche - raccontano - che, per farsi rispettare non esitavano a terrorizzare le persone.Una notte , un pescatore, insospettito si nascose nella sua barca, giù alla marina del Fiordo, ed attese che le janare venissero. Nella notte tutto sembra prendere vita e ogni piccolissimo rumore assumere connotazioni abnormi....Le janare giunsero a notte fonda e, messa la barca in acqua, si diressero lontano, verso Palinuro. Erano sette e non si accorsero del pescatore che se ne stava nascosto sul fondo della barca. Scese che furono fecero una grande razzia di grano. Anche il pescatore non visto prese del grano per sè, Il giorno dopo ci fu in paese una grande festa. Il pescatore, orgoglioso d'aver sfidato la paura e il buio della notte e d'aver così scoperto le janare, si mise all'occhiello una spiga del grano rubato per farsi bello. Ma c'era anche una delle janare, che, vedendo la spiga, capì che la notte precedente il pescatore s'era nascosto nella barca e le aveva scoperte. Lo minacciò e l'uomo, impaurito, scappò via tanto velocemente che ora sta ancora correndo e non si sa dove mai sia arrivato...Come tutte le creature notturne, le janare s'intendevano di medicina ed erano, per questo, consultate nei momenti difficili della vita che, si sà, prima o poi capitano a tutti. Pare che i loro medicamenti fossero efficaci e benigni . E, come tutte le streghe che si rispettano, anche le janare preparavano filtri d'amore ...E' tutto ciò che porta al trionfo dell'amore può essere considerata la più grande delle medicine. e, dunque se ciò non ci autorizza a definir grandi coloro che riuscivano ad ottenere questi effetti certamente grande doveva essere il loro potere..Anche se, in Terra Furoris, c'è chi sostiene che il vero filtro magico, capace di ridare vita ai morti e gioia ai vivi, sia l'adorabile, vecchio, immancabile ...... buon bicchiere di vino. Ma questa è un'altra storia. | | |
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AMALFI:Centro turistico internazionale, d eve la sua fama alle sue incomparabili bellezze ed alla dolcezza del suo clima.La sua storia Asecolare, la bellezza del paesaggio, il mare, i monumenti rappresentano un cocktail formidabile ed irripetibile. SITUATA tra i Monti Lattari, disseminati di agrumeti, ed il mare, Amalfi è la perla della costa che da lei prende il nome. Il paese è formato da case bianche abbarbicate alla roccia, in un intreccio di vicoli e scale, ed è addossato ad uno scosceso pendio scavato nel vallone del fiume Canneto. Una natura solare, intatta e selvaggia che crea un’atmosfera magica. Il porto turistico è attrezzatissimo anche per raggiungere le splendide spiaggette come quella di Santa Croce. Fra il ‘900 ed il 1100 il commercio amalfitano toccava i maggiori porti del Mediterraneo e la città si era affermata come potente repubblica. I navigatori amalfitani conoscevano già l’uso della bussola ed i suoi statuti prevedevano un ordinamento ed una regolamentazione dei rapporti marittimi che costituiscono i primi esempi del moderno diritto di navigazione. Il suo monumento principale è senz’altro costituito dal Duomo di Sant’Andrea, con la maestosa scalinata formata da 57 gradini, meta sognata da tutte le giovani coppie che scelgono Amalfi per sposarsi. Lo storico porto, oltre che essere punto obbligato per tutti i dipartisti e per fare escursioni lungo tutta la costa, fino a Capri e Sorrento, rivive ancora oggi i fasti del passato repubblicano, essendo teatro della Regata Storica delle Repubbliche Marinare, che si svolge, in costumi medioevali, ogni 4 anni a giugno. Da non perdere anche una tappa al Museo della Carta, ancora oggi prodotta e raffinata con tecniche settecentesche. D’estate Amalfi è la capitale della mondanità e del divertimento con innumerevoli manifestazioni, come la Sagra del limone, in omaggio al prodotto tipico della Costiera ed allo squisito liquore da esso derivato, ed i laboratori d’arte creativa. ALCUNI VALIDI MOTIVI PER TRASCORRERE UNA VACANZA AD AMALFI ... 1. Nell’incantevole scenario di Amalfi la recettività registra regolarmente il tutto esaurito, per quanto riguarda alberghi, hotel, residence e bed & breakfast. La sua storia secolare, la bellezza del paesaggio, il mare i monumenti, rappresentano un cocktail formidabile ed irripetibile. 2. Chi sceglie di visitare Amalfi, desidera ammirare le bellezze architettoniche dalla terrazza panoramica di un grande albergo, di un lussuoso hotel, di un confortevole residence o di un caloroso ed ospitale bed & breakfast.3. Per rendere piacevole il soggiorno ad Amalfi, occorre scegliere con attenzione la formula più adatta per la propria vacanza ideale e la gamma di scelta è veramente ampia. Se si preferisce un soggiorno con tutti i comfort è preferibile optare per albergo o hotel; se si vuole organizzare una vacanza in maniera più autonoma è consigliato un residence o un bed & breakfast.4. Amalfi riserva soluzioni adatte a tutte le modalità di soggiorno, dall’estremo lusso di alberghi ed hotel, alle formule più convenienti dei residence e dei bed & breakfast.5. In altre parole, oltre all’antica vocazione di un’ospitalità per èlites e d’eccellenza tipica di alberghi ed hotel, Amalfi e l’intera Costiera Amalfitana diversificano la recettività offrendo anche proposte più vantaggiose con le formule residence e bed & breakfast. 6. I bed & breakfast riscuoto un grande successo soprattutto in Costiera Amalfitana perché il viaggiatore moderno preferisce evitare le sistemazioni in albergo, hotel e residence per avere maggiore familiarità con le persone. 7. Infatti i titolari dei bed & breakfast della Costiera Amalfitana, a differenza di hotel, alberghi e residence, offrono un contatto diretto con le persone che ospitano, le quali possono interagire con il loro stile di vita.8. Per godere di una ospitalità esclusiva ad Amalfi, bisogna lasciarsi tutto alle spalle, chiudere ogni pensiero nella camera d’albergo, di hotel, del residence o di bed & breakfast e concentrarsi unicamente sui luoghi, sulle spiaggette raggiungibili solo in barca e sui panorami mozzafiato per poterne “assaporare” ogni singola sfumatura di colori e suoni.9. Sicuramente chi viene ad Amalfi ci ritorna e porterà con sé, oltre a ricordi indelebili, un piccolo notes con appunti personali di viaggio, nel quale saranno annotati, non solo elenchi di alberghi, hotel, residence, bed & breakfast e ristoranti di qualità, ma anche emozioni ed impressioni legate ad una magica vacanza.
inserimento LocandaHotel riviera adriatica, Senigallia |
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RITORNO AL BAROCCO…E NON SOLO
Progetto turistico –culturale di mostre, itinerari, enogastronomia, luci e fuochi alla riscoperta di personaggi, luoghi e sapori del barocco salernitano
Una serie di eventi gratuiti dedicati alla promozione dell’arte barocca nella provincia di Salerno, avranno luogo durante il periodo natalizio, di S. Valentino e del Carnevale 2010. Nel periodo dell’iniziativa, Natale 2009 – Febbraio 2010, saranno organizzati itinerari turistici che prevedono la visita guidata ai monumenti che presentano elementi di arte barocca e la partecipazione agli eventi. Le escursioni si svolgeranno in bus turistico, con partenza da Salerno (26-28-01-13-16-17) e da Amalfi (27- 29-02-14-17).
PROGRAMMA
Gli spettacoli che si svolgeranno in piazza e nelle Chiese storiche del barocco saranno le seguenti:
26 Dicembre 2009 ore 18.30 –CONTURSI TERME (SA) – CORTEO STORICO E “LA CANTATA DEI PASTORI” Spettacolo in abiti del 600 e rappresentazione teatrale “la cantata dei pastori” con musiche dal vivo e scenografie dipinte del M° Mario Carotenuto
27 dicembre 2009 –ore 20.00 – CAVA DEI TIRRENI (SA) ARTMUSIC FANTASY Spettacolo –Concerto all’aperto con giochi d’acqua, fuochi, luci e laser,musiche dal repertorio di Vivaldi, Corelli e Bach.
28 dicembre 2009 – ore 20.00 – AGROPOLI (SA) ECHOSEIDOS Spettacolo –Concerto all’aperto con giochi d’acqua, fuochi, luci e laser, musiche dal repertorio di Arcadelt, Monteverdi, Loillet, Gastaldi e Bach
1 gennaio 2010 – ore 12.00 AMALFI (SA) DUOMO – CONCERTO DI CAPODANNO Concerto di Capodanno diretto da M° Mogrovejo con musiche dal repertorio di Vivaldi, Bach, Monteverdi e Corelli. In occasione del Concerto, si terrà la presentazione e la degustazione di dolcetti della tradizione offerti in caveau a turisti e visitatori
17 gennaio 2010 –ore 20.00 – CAMPAGNA (SA) ECHOSEIDOS Spettacolo –Concerto all’aperto con giochi d’acqua, fuochi, luci e laser, musiche dal repertorio di Arcadelt, Monteverdi, Loillet, Gastaldi e Bach
UN AMORE DI BAROCCO
S. VALENTINO SI FESTEGGIA NEL CENTRO STORICO DI SALERNO, PRESSO IL MUSE DIDATTICO DELLA SCUOLA MEDICA SALERNITANA, CON L’APERTURA DI UNA MOSTRA –ESPOSIZIONE DI CAMMEI PROVENIENTI DALLE COLLEZIONI PRIVATE.
14 -28 febbraio 2010 – Salerno – CAMMEI & CORALLI ….UN AMORE DI BAROCCO –MOSTRA ESPOSIZIONE DI CAMMEI –INAUGURAZIONE ORE 17.00 In occasione dell’inaugurazione della mostra esposizione “CAMMEI E CORALLI” si terrà la presentazione e la degustazione di dolcetti della tradizione offerti in caveau a turisti e visitatori
14 Febbraio 2010 – SALERNO- ore 18.30 – BAROCCO RITROVATO Presentazione della guida turistica Barocco ritrovato – Itinerari nella provincia di Salerno
14 Febbraio 2010 – S. Valentino – ore 20.00 SALERNO - ARTMUSIC FANTASY Spettacolo –Concerto all’aperto con giochi d’acqua, fuochi, luci e laser,musiche dal repertorio di Vivaldi, Corelli e Bach.
16 febbraio 2010 – ore 20.00 MINORI (SA) – FESTA, FARINA E FORCA AVITABILE E I BOTTARI Il concerto si terrà davanti alla storica Chiesa di S. Trofimena
Per ulteriori informazioni e news consultare il sito www.turismoinsalerno.it Contatti EPT Salerno, Via Velia n 15 tel: 089-230423
Responsabile Marketing dell’evento Giamila Fiorini 3208059301
Amalfi
Quest’anno, dal 22 al 30 giugno, durante il periodo dei festeggiamenti in onore di Sant’Andrea, sarà allestita una mostra di pittura interamente dedicata al patrono della città. L’evento è intitolato “La processione di Sant’Andrea. Immagini di una festa” e consiste in quindici tavole che raffigurano momenti della festa che si è svolta l’anno scorso, in occasione delle “Celebrazioni dell’VIII Centenario della Traslazione del Corpo di Sant’Andrea Apostolo da Costantinopoli ad Amalfi”. Si tratta di un evento unico per Amalfi, una vera “prima assoluta”, poiché nessun artista si è mai cimentato in un’impresa simile. Ad assumerne il carico su di sé è stata l’artista molisana Annalisa Cerio, in possesso della tecnica e dell’esperienza giuste per la realizzazione del ciclo monotematico amalfitano. Annalisa Cerio è allieva del celebre artista campobassano Antonio D’Attellis ed è pittrice, decoratrice, ceramista e restauratrice di manufatti artigianali. Ha al suo attivo una buona produzione di paesaggi, ritratti e soggetti vari, talvolta realizzati su commissione ed ora presenti in collezioni private in Italia e all’estero. Ha inoltre, realizzato i cicli “ La Faglia”, dieci opere dedicate al rito religioso popolare oratinese del tempo di Natale, e “Segni del tempo”, tredici ritratti di anziani di Oratino. Il ciclo dedicato alla festa di Sant’Andrea è caratterizzato da composizioni che solo un osservatore non amalfitano poteva strutturare, soffermandosi su scene e particolari che solitamente sfuggono a chi vive sul posto ed è condizionato dall’abitudine ai luoghi e alle usanze. Le quindici opere mettono a fuoco immagini ‘consuete’ – l’uscita della statua, la corsa al rientro, la benedizione del mare e dei pescatori, i simboli delle Repubbliche Marinare e, in genere, il famoso scenario che fa da sfondo all’evento – e scene particolari come l’attesa nell’atrio della Cattedrale, i musicisti del Concerto Bandistico, i portatori dell’ombrello della Basilica Metropolitana e del campanello, i rappresentanti dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, il silenzio mistico della Cattedrale. La tecnica impiegata è assai elaborata e non ammette indecisioni esecutive: ossidi, terre, pigmenti e gesso amalgamati con colla su supporto rigido. L’effetto che ne risulta è materico, un insieme di luci, ombre e mezzi toni che restituiscono con efficacia la realtà visiva e psicologica dei soggetti rappresentati. La mostra, patrocinata dall’Associazione “Chiesa per l’Uomo”, dal Comitato Festeggiamenti S. Andrea Apostolo e dall’Associazione Portatori S. Andrea Apostolo, sarà allestita nella centralissima Sala Forum (Corso delle Repubbliche Marinare, adiacente alla Chiesa di San Benedetto) e sarà aperta al pubblico tutti i giorni, gratuitamente, negli orari 10.00/13.00 e 18.00/21.00. All’inaugurazione, lunedì 22 giugno 2009 (ore 18.00), interverranno S.E. Mons. Orazio Soricelli , Arcivescovo di Amalfi - Cava de’ Tirreni, e lo studioso e ricercatore amalfitano Andrea D’ Antuono.
Furore La forza della natura La gara di tuffi
Il 05 luglio 2009, l'associazione sportiva "Marmeeting" organizza, nel Fiordo di Furore, la "Mediterranean Cup-High Diving Championship".
I tuffatori migliori del mondo si sfidano per il tuffo più alto del campionato.
L'atmosfera naturale che il fiordo riesce a dare richiama ogni anno migliaia di persone che riempiono la spaiggia e le barche messe adisposizione degli spettatori. La troupe statunitense di "Voom Television" si è aggiudicata l'esclusiva per le riprese di un evento che registra uno share di circa 60 milioni di telespettatori in tutto il mondo. Il pubblico ha risposto in massa, affollando la spiaggia del Fiordo di Furore ed in tanti si sono goduti la manifestazione da imbarcazioni o dal ponte a ridosso del trampolino.
AMALFI

La Regata Storica delle Antiche Repubbliche Marinare - La Storia
Storia della Regata. L'idea di una manifestazione di carattere eminentemente storico, che potesse rievocare le fulgide imprese delle Repubbliche Marinare d'Italia, si formò, alla fine degli anni '40 del nostro secolo, indipendentemente nelle menti di due appassionati: il pisano Mirro Chiaverini e l'amalfitano Francesco Amodio. L'atto costitutivo dell'Ente Regata delle Quattro Repubbliche Marinare fu stipulato ad Amalfi il 10 dicembre 1955. Da allora in poi ogni anno la manifestazione, che consiste nella sfilata dei cortei storici ed in una gara remiera, si svolge a turno nelle quattro città marinare La Regata E' una gara remiera effettuata mediante galeoni, ricostruiti su modelli del XII sec., da Alvio Vaglini, spinti da otto rematori e guidati da un timoniere. Le quattro imbarcazioni, lunghe 11 metri, pesanti 760 chilogrammi ed a sedile fisso, furono varate il 9 giugno 1956 sulla Riva dei Giardini Reali e benedette dal patriarca di Venezia Angelo Roncalli. Gli scafi dei galeoni sono dipinti mediante i colori tradizionali delle quattro città marinare (Amalfi: azzurro; Pisa: rosso; Genova: bianco; Venezia: verde); presentano il castello a poppa con la bandiera di ciascuna repubblica ed hanno una polena a prua. Così Amalfi usa un cavallo alato che, insieme alla sirena, era uno dei motivi principali utilizzati per le polene delle galee medievali; Genova ha invece il drago rievocante il suo Protettore S. Giorgio; Pisa mostra l'aquila imperiale germanica a ricordo della fedele collaborazione offerta alla causa sveva e ghibellina dalla repubblica toscana; Venezia presenta il leone di S. Marco quale simbolo del suo santo protettore. Il percorso di gara è di 2000 metri in linea. Ad Amalfi la gara ha inizio dal Capo di Vettica, presso un promontorio sul quale si erge una torre vicereale del XVI sec. Il percorso avanza poi davanti alla sinuosa costa occidentale per giungere alfine ad Amalfi; dove è sistemato il traguardo, davanti alla Marina Grande ed al suggestivo sfondo del Monte Aureo, con la Torre dello Ziro, l'ex monastero di S. Lorenzo del Piano, il rione Capo di Croce, l'ex convento e la torre di S. Francesco.
Moda Mare a Positano

A Positano a 10 KM dall'albergo La LOCANDA DEL FIORDO da cinque anni ospita l'evento "ModaMare a Positano", una sfilata di moda primavera/estate dell'anno in corso. In particolare la sfilata si svolge sulla scalinata che porta alla spiaggia e le strette vie laterali vengono trasformate in caratteristici back stage dove le modelle effettuano il cambio d'abito. Nella parte davanti alla scalinata viene allestito lo spazio riservato al pubblico e la scenografia richiama ogni anno motivi estivi. ModaMare è il luogo di incontro estivo di famosi stilisti ed uno spettacolo televisivo molto seguito, dove si resentano tutte le novità della vicina stagione estiva con particolare attenzione ai costumni e all'abbigliamento da spiaggia.
Scoperta di un'Amalfi antica .

Scoperta di un'Amalfi subaquea. A cinque Km dal Bed and breakfast La LOCANDA DEL FIORDO ad Amalfi, dopo sei secoli di silenzio sono state scoperte strutture di porti, moli, banchine, cantieri navali all’ aperto a sud del del porto di Amalfi. A partire dalla Marina Grande, s’incontra, già dai 3 metri di profondità, una vasta area circolare e piatta. L’area in questione doveva costituire nel Medioevo un cantiere all’aperto, dove si costruivano le navi mercantili e nel quale esse si tiravano anche a secco. Al confine meridionale di quest'area, sui 6 metri di profondità parallelamente alla linea di costa troviamo due linee murarie, in mezzo alle quali passa un condotto sabbioso. Da esse si dipartono due prominenze in muratura, alte dal fondo marino di circa 1,5 metri e lunghe più di 20 , che avanzano verso meridione e perpendicolarmente alla linea di costa. Una di queste, come pure la muraglia precedente, presenta una bitta in fabbrica, che serviva certamente per l’ancoraggio delle navi. Inoltre, la più orientale delle due prominenze mostra una struttura più elevata, dalla forma rettangolare. L’intero complesso sembra rappresentare il più antico attracco della città, con banchine realizzate parte sulla terraferma e parte in acqua, come sembrano, d’altronde, confermare i reperti ceramici ritrovati nelle malte ed attribuibili con ogni probabilità a prima del XII secolo.
duomo di salerno

La costruzione risale agli anni che vanno dal 1076 al 1085 ma fu ritoccata nel ‘700. Nell’interno, dove si accede attraverso la “porta dei leoni”, si possono ammirare una vasca romana proveniente da Paestum ed affreschi sullo stile bizantino. Il Museo Archeologico: Fra i vari reperti domina il corredo della tomba principesca di Rossigno di fine V inizio VI sec a.C. e che comprende 40 oggetti preziosi. Si può inoltre ammirare la testa di Apollo, un originale del sec. I a.C. Il Castello medievale di Arechi: Un costruzione bizantina del sec. VI d.C. che domina la città. La costruzione è dedicata al principe longobardo Arechi II che nel VIII sec. la rafforzo e la arricchì negli ornamenti. All’interno sono presenti ceramiche dell’VIII e del XIX sec. Acquedotto Medievale : La costruzione fu iniziata dai Longobardi e portata a termine dai Normanni Area archeologica di Fratte: Scavi preromani dove si possono ammirare i resti della necropoli sannitica della fine del IV sec. a.C. Il centro archeologico di Paestum a 48 km da Salerno: Qui si possono visitare imponenti templi dorici del VI e V sec.a. circondati da una cinta muraria di 5 km. La grotta azzurra a Palinuro.
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