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La costiera amalfitana si estende lungo il lato meridionale della penisola

sorrentina. Costituisce una delle mete balneari più affascinanti della Campania

e, con la sua strada piena di curve che segue il profilo delle rocce e sembra

 quasi scivolare nel mare, è considerata il più bel tratto di costa d'Europa. Il fascino della costiera amalfitana può essere apprezzato in tutte le stagioni. Dopo le piacevoli attività balneari e le escursioni nei dintorni, i visitatori possono gustare le specialità locali in ottimi ristorante di pesce . Percorrendo la costiera dopo Sorrento si arriva a Positano, suggestivo borgo di pescatori che scende verso il mare lungo un pendio roccioso. Più avanti lungo la costa vi è la deliziosa cittadina di Praiano. Amalfi stessa è la più grande e più nota tra le località della costa, mentre Ravello può vantare i panorami più spettacolari. Più oltre, passata Atrani, vi sono le rovine romane con le loro meravigliose vestigia artistiche.

 

Amalfi  
Amalfi e'sorta allo sbocco di una piccola valle, detta la "Valle dei Mulini". Le sue chiese, torri e case ad arcate, disposte a gradinate in gruppi irregolari lungo i pendii di una conca, circondano un porticciolo sullo sfondo di precipizi di selvaggia magnificenza. All'apice del suo sviluppo nell'XI secolo, Amalfi era una grande potenza marinara, acerrima nemica delle Repubbliche marinare del nord, Venezia, Pisa e Genova e contava una popolazione di 70.000 abitanti. Le sue Tavole di navigazione, le cosiddette "Tavole amalfitane", costituirono il primo codice marittimo del mondo e stabilirono per secoli le norme per tutta la navigazione nel Mediterraneo. Fondata nel IX secolo, Amalfi era governata da un doge. Per i suoi intensi rapporti commerciali con l'Oriente, la città vanta l'introduzione in Italia di moderne meraviglie come la carta, il caffè e i tappeti. La cittadina conserva ancora numerosi ricordi delle sue antiche tradizioni marinare e commerciali e oggi è una delle più celebri mete turistiche d'Italia.

Da Vedere    
Duomo Sant'Andrea - con la sua imponente facciata alla sommità di un'agile fuga di scalinate, risale all'inizio del X secolo. Le porte di bronzo della chiesa, fuse nel 1066, arrivarono da Costantinopoli.
Chiostro del Paradiso - accanto al Duomo, fu costruito nel XIII secolo in stile arabo per accogliere la sepoltura dei cittadini più prestigiosi. Oggi ospita un museo. Aperto dalle 9,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 20,00. Ingresso € 1,00
Museo Civico -nel Palazzo del Municipio. Si possono ammirare le "Tavole amalfitane" e altri documenti storici. Aperto da Lunedì a Venerdì dalle 8,00 alle 14,00.
Museo della Carta -si trova nella "Valle dei Mulini" in un mulino cartiero del XIII secolo. Aperto tutti i giorni, tranne Lunedì e Venerdì dalle 9,00 alle 13,00

Grotta dello Smeraldo

                                                                                                                                                                   a circa 4 km dall'albergo lungo la costa in direzione di AMALFI . Questa grotta naturale al livello del mare è detta "dello Smeraldo" per il colore verde intenso dell'acqua. La luce di smeraldo proietta giochi di luce sulle formazioni minerali della grotta. Le stalattiti si sono allungate fino a raggiungere le stalagmiti, formando colonne che arrivano a un'altezza di 10 metri. Nota anche per il Presepe sottomarino realizzato in maiolica di Vietri. La grotta èraggiungibile con l'autobus, in macchina o con imbarcazione privata dal molo dell'albergo. 

 

 Napoli 

Il primo accenno a Napoli, Neapolis per i greci, si trova nella leggenda omerica delle Sirene. Ai tempi dei Romani, la città stessa era considerata il posto ideale per l’ozio letterario. Il Vesuvio eruttò nel 79 dopo Cristo e Neapolis, stando a nord est, non fu toccata dal destino di Pompei ed Ercolano, grazie al vento che soffiava da sud ovest. La città su coperta da un sottile strato di cenere e fu scossa dalle vibrazioni del vulcano. Napoli è la terza città italiana per estensione con diversi centri nevralgici. L’area fra Piazza Garibaldi e Via Toledo, che corrisponde all’incirca con la Neapolis romana (di cui la maggior parte giace ancora sottoterra), forma il centro storico, con le strade principali che ancora seguono il tracciato delle antiche vie romane. In realtà questo non è l’unico centro di Napoli, la città ha molte altre importanti parti storiche. Via Toledo, la strada principale, delimita la parte antica da Palazzo Reale al Museo Archeologico e al Parco di Capodimonte. A sinistra si innalza la collina del Vomero, con le sue abitazioni lussuose, i musei e i quartieri snob di Chiaia, oltre i quali si estende il lungo viale verde di Villa Comunale. Si tratta nel complesso di una caratteristica città di mare, ariosa, panoramica, ricca di locali tipici per mangiare il pesce, con inaspettati angoli di quiete e tranquillità. Napoli è una città ricca di monumenti, alcuni dei quali sono descritti qui di seguito.

Da Vedere    
Museo Archeologico Nazionale
Il Museo Archeologico Nazionale ospita la Collezione Farnese, formata dai reperti provenienti dal Lazio e dalla Campania, ed i pezzi più importanti ritrovati nei siti romani di Pompei ed Ercolano. Il piano terra del museo raccoglie le sculture della Collezione Farnese, con statue di età imperiale come il Toro Farnese e l’Ercole Farnese provenienti dalle Terme di Caracalla a Roma. Il piano ammezzato sul retro contiene la collezione di mosaici, lavori splendidamente conservati, che forniscono un’insuperabile testimonianza dei costumi, delle credenze e della comicità in età romana. Vale veramente la pena di vederli. Al primo piano, dopo aver attraversato il Salone della Meridiana, contenente una raccolta di interessanti statue romane, si trova una serie di sale dove sono esposte le pitture murali campane, ricche di colori ed inventiva che rappresentano una delle maggiori attrazioni del Museo, dopo i mosaici prelevati dalle ville di Pompei ed Ercolano. Dopo queste sale si trovano le suppellettili di uso comune nelle città campane: vetri, argenti, ceramiche, perfino cibo mummificato.

Piazza Municipio, Piazza Plebiscito e Palazzo Reale
Piazza Municipio è un grande centro nevralgico che congiunge il terminal marittimo al Palazzo Municipale, sovrastato dall’imponenza minacciosa del Castel Nuovo o “Maschio Angioino” eretto nel 1282 dagli Angioini e successivamente trasformato in residenza reale dagli Aragonesi. A sinistra del Castello, il Teatro San Carlo è un edificio non significativo all’esterno, mentre all’interno si può ammirare il teatro che fece invidia a tutta l’Europa quando fu inaugurato nel 1737 in occasione del compleanno di Carlo di Borbone, per ordine del quale fu costruito. E’ tuttora il teatro dell’opera più grande d’Italia ed uno dei più importanti del mondo. Attraverso Piazza Trento e Trieste, si arriva a Piazza Plebiscito con il caratteristico colonnato semicircolare disegnato su modello di quello di Bernini per Piazza San Pietro. La Chiesa di San Francesco di Paola è edificata nello stile del Pantheon di Roma, con una suggestiva illuminazione notturna dal basso in alto. Di fronte si trova Palazzo Reale, costruito da Domenico Fontana nel 1600-1602 per ospitare Filippo II. Oggi contiene il Museo e la Biblioteca Nazionale.

Chiostro di Santa Chiara
Il Chiostro è una vera oasi nel cuore antico di Napoli. Le mura, i sedili e le colonne ottagonali sono rivestiti di piastrelle di maiolica a colori brillanti raffiguranti paesaggi terrestri e marini. Le più grosse viti che si possano immaginare si avvolgono su per il pergolato. L’architetto rococò Domenico Vaccaro ultimò questo insolito chiostro nel 1742.


Palazzo Reale di Capodimonte
Il Palazzo, costruito nel 1738, e i terreni circostanti furono la residenza reale di re Carlo III di Borbone. Oggi vi si trova la Pinacoteca del Museo Nazionale di Capodimonte. Gli appartamenti reali al primo piano sono più piccoli e dimessi di quelli della Reggia di Caserta ma in un certo qual modo più godibili in quanto ci si può camminare liberamente in largo e in lungo. Al piano superiore, la Pinacoteca contiene una magnifica collezione di dipinti rinascimentali.

 

Ravello 


Ravello è adagiata come una terrazza naturale protesa sul Golfo di Salerno e direttamente al di sopra di Amalfi e dei vicini paesi di Minori e Maiori. La strada di sette Km da Amalfi lungo la "Valle del Dragone", si snoda attraverso e rocce e i profondi burroni che caratterizzano la zona - fare attenzione ai ripidi tornanti. Si può proseguire la strada verso l'interno attraverso le montagne e scendere a Angri per riprendere l'autostrada A3 verso Napoli e Nocera in direzione di Salerno e la A30 per Caserta e Roma.
 
Da Vedere    
Duomo San Pantaleone (Piazza Vescovado) - Risale all'XI secolo e conserva uno straordinario pulpito in marmo con sei leoni scolpiti alla base. Nel piccolo Museo nella cripta sono conservate importanti reliquie e alcuni marmi provenienti da Villa Rufolo.

Villa Rufolo - Comprende una serie di edifici in stile arabo-siculo. Qui Boccaccio situò l'allegra compagnia del Decamerone e Wagner trasse ispirazione per la composizione del terzo atto del Parsifal. La villa fu costruita nel XIII secolo dalla ricca famiglia Rufolo e ospitò diversi papi e Carlo I d'Angiò. Dalle terrazze si gode un panorama di incomparabile bellezza sul Golfo. I giardini della villa sono l'affascinante scenografia del Festival Musicale di Ravello che si tiene ogni anno a giugno. Aperto ogni giorno dalle 9,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 19,00 - ingresso libero.

Villa Cimbrone - La villa è stata costruita all'inizio del secolo scorso in stile pseudo-medioevale. Comprende un edificio con due torri, un cortile e un ambiente a terrazza coperto da una volta denominato Cripta. All'estremità di un viale che attraversa i lussureggianti giardini vi è il Belvedere Cimbrone, il punto più avanzato dello sperone su cui sorge Ravello. Da non perdere. Aperto ogni giorno dalle 9,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 19,00.

 

Salerno 


Il capoluogo della provincia è una bella città nata tra le colline e il mare sul golfo a cui dà il nome. In qualsiasi altra parte dell'Italia meridionale una città come Salerno di per sé sarebbe un punto di attrazione, ma qui si perde tra le meraviglie della costa campana e resta solo una grande città all'estremità della costiera amalfitana. I quartieri antichi all'interno sono caratterizzati da caratteristici vicoli, mentre lungo il mare si estendono i quartieri moderni. La città subì gravi devastazioni nelle battaglie del 1943 e fu notevolmente danneggiata da una frana nel 1954. Ciò nonostante, anche Salerno ha il suo fascino.

Da Vedere    
Duomo San Matteo - Costruito nell'845 e ristrutturato da Roberto il Guiscardo nel 1076-85. Dietro la facciata vi è un cortile con una fontana al centro e un campanile staccato - come se non fosse una chiesa, bensì una moschea. 

Pompei  

 
Pompei, originariamente un insediamento degli Osci, fu fondata nel 7° secolo avanti Cristo a 16 km a sud di Ercolano. Pompei era una fiorente e vivace città commerciale di circa ventimila abitanti, piena di negozi, bar e laboratori d’artigiani. C’era un flusso costante di mercanti e la maggiore merce di esportazione era costituita dal vino e dal garum, la piccante salsa a base di pesce tanto amata dai Romani. Il giorno che il Vesuvio eruttò, Pompei fu il centro di una serie di catastrofi disastrose. La pioggia di lapilli fu molto maggiore che ad Ercolano, mentre spessi strati di cenere vi si depositarono molto rapidamente. I tetti cominciarono a crollare e la città fu immersa in un’oscurità quasi totale. La gente che morì all’interno delle case fu intrappolata dalle travi cadute dal soffitto e soffocata dai gas. Gli scavi dimostrano che era una città molto più grande di Ercolano, estesa su di un’area di circa un chilometro da est a ovest e circa mezzo chilometro da nord a sud. La visita richiede almeno quattro ore. Al di fuori dell’anfiteatro, non esiste possibilità di sedersi per riposarsi e la zona archeologica non è protetta dal sole. La maggior parte dei siti è accessibile al pubblico, mentre altri possono essere visitati solo con una guida. Pompei è il sito archeologico con più visitatori in Italia.

Da Vedere    

L’Antiquarium
La Basilica
Il Foro
L’Anfiteatro Piccolo
Il Santuario di Apollo
Il Tempio di Giove
La Casa del Fauno
La Casa dei Vettii
Le Terme Stabiane
Il Tempio di Iside
La Casa del Menandro
La Casa di Venere
La Villa dei Misteri
La Palestra Grande
L’Anfiteatro Grande

 

Positano  

 
Assecondando la linea scoscesa della montagna a picco sul mare, ecco il paese più verticale d'Italia. Positano zampilla dalla costiera come una cascata di ville rosa, bianche e gialle. Positano è praticamente divisa in due parti dalla roccia su cui si erge la Torre Transita. A ovest vi è la zona balneare più piccola e piacevole della Spiaggia del Fornillo e a est la Spiaggia Grande da cui si accede al centro del paese. Anticamente il suo nome era Pasitea, di origini greche. Qui trovarono rifugio gli abitanti di Paestum e qui i patrizi costruirono le loro ville. Oggi Positano è una meta turistica elegante e esclusiva per le sue numerose boutique e ristoranti.
 
Da Vedere    
Chiesa Santa Maria Assunta - Proprio alle spalle della Spiaggia Grande, conserva una spendida icona bizantina del XIII secolo raffigurante una Madonna Nera. La chiesa è chiusa il pomeriggio.
Isolotti Li Galli - Dal molo dell'albergo potete noleggiare una barca per esplorare le grotte costiere e il gruppo di isolotti Li Galli di fronte a Positano. Secondo la leggenda su questi tre scogli abitavano le Sirene, rese famose da Omero nelle peregrinazioni di Ulisse. Il più grande di questi isolotti, di tradizionale proprietà russa, ospitò Diaghilev agli inizi del Novecento e successivamente fu la residenza estiva del grande Rudolf Nurejiev che visse qui gli ultimi anni della sua vita. Gli altri due, costituiti solo da una superficie piatta, sono disabitati e ospitano solo tamerici e gabbiani. Un posto perfetto per una tranquilla nuotata nell'acqua tiepida.


 
Capri 


Partendo da Amalfi è possibile visitare Capri in una giornata imbarcandosi su uno dei primi traghetti o aliscafi della mattina. Capri è una piccola isola, lunga 6 km e larga 3, situata proprio di fronte alla punta della penisola sorrentina. In epoca Romana l'imperatore Augusto si ritirò nell'isola per sfuggire agli affanni della politica e successivamente anche Tiberio trasferì qui la sua residenza. Dopo la decadenza di Roma, Capri fu dimenticata fino agli inizi dell'Ottocento, quando la scoperta della Grotta Azzurra e delle straordinarie bellezze naturali dell'isola coincise con la nascita del turismo. L'isola si è sempre proiettata verso il futuro, attirando un flusso costante di artisti e scrittori. Per la moltitudine di bellezze paesaggistiche e architettoniche Capri merita ampiamente il titolo di isola più bella del Mediterraneo. Le oltre 800 specie di piante la rendono un vero e proprio giardino affacciato su uno sperone di roccia. I traghetti e gli aliscafi attraccano a Marina Grande, uno dei quattro centri dell'isola. Da qui si può salire sulle barche che portano alla celeberrima "Grotta Azzurra", probabilmente il maggior richiamo turistico dell'isola. Nonostante la sua straordinaria bellezza, con il colore blu intenso creato dai raggi del sole che si riflettono sulle pareti rocciose attraverso l'acqua, la Grotta è sempre sovraffollata e la visita si svolge così rapidamente da rendere quasi superflua un'escursione, per non parlare delle tariffe eccessivamente esose.
 
Da Vedere    
Capri -Capri è il principale centro dell'isola, adagiato tra due colline, con le case collegate da viottoli stretti e in salita che sboccano sulla famosa "piazzetta", Piazza Umberto, invasa dai tavolini dei caffè e da una costante moltitudine di persone. Dalla piazzetta, scendendo per una stretta strada in cui si possono ammirare i negozi più raffinati e alberghi esclusivi, si arriva alla "Certosa di San Giacomo", un antico monastero diroccato, oggi usato come centro di esposizioni. Sulla destra della Certosa, i "Giardini di Augusto" offrono uno straordinario panorama della costa sottostante e delle imponenti rocce alle spalle. Da qui si può scendere alla spiaggia rocciosa più in basso, oppure proseguire oltre fino a Marina Piccola. Dalla Certosa ha inizio una piacevole passeggiata panoramica fino a Punta Tragara e al Belvedere del Cannone con una stupenda vista sui Faraglioni. Se prevedete un pernottamento, avrete il tempo di visitare Villa Jovis, i resti della villa di Tiberio (una ripida passeggiata di trenta minuti in salita da Piazza Umberto).

Anacapri -Anacapri è l'altro centro dell'isola, più raccolto di Capri e meno pittoresco, con la sua piazza principale, Piazza Vittoria, fiancheggiata da negozi di souvenir, boutique di moda e ristoranti con insegne di menu turistici -in una parola, la copia di Capri ma senza la sua atmosfera sofisticata. Durante la stagione estiva una funivia che parte dal centro del paese vi porterà in circa dodici minuti sulla vetta del Monte Solaro, a 596 metri di altezza, uno dei più celebri punti panoramici di Capri. Qui vi è solo un borgo in rovina e un caffè, ma il luogo è molto tranquillo e i panorami sono meravigliosi. Tornando alla Piazza, con una breve passeggiata potete visitare la principale attrazione del paese, la chiesa di San Michele con un bellissimo pavimento di maiolica dipinta a mano. Nella direzione opposta della Piazza vi èla Villa San Michele, costruita dallo scrittore svedese Axel Munthe sul luogo in cui sorgeva una villa romana. I giardini offrono panorami spettacolari su Marina Grande, sul Golfo di Napoli e il Vesuvio.

DAL 23/04/2009

ORGANIZZIAMO ESCURSIONI IN BARCA, PARTENZA DALLA SPIAGGIA DELLA PRAIA ( CHE DISTA 1 KM DALL’ALBERGO LA LOCANDA DEL FIORDO) AD AMALFI, GROTTA DELLO SMERALDO, POSITANO, LI GALLI, SORRENTO, GROTTA AZZURRA, GROTTA VERDE, SOTTO I FARAGLIONI PER LA BACIATA DEGLI INNAMORATI, IL GIRO INTORNO AL' ISOLA DI CAPRI E ALLA FINE VI LASCIANO 3 ORE A CAPRI, E ALLA SERA VI RIPORTANO AL FIORDO DI FURORE, COSTO 50 EURO PP., BEVANDE INCLUSE, CHE PAGHERETE DIRETTAMENTE IN BARCA. A BORDO MASSIMO 8 PERSONE, DURATA 9 ORE.

  

Organizziamo anche gite in barca con pesca turistica, i pescatori vi insegneranno prima a pescare, e dopo a cucinare, con pranzo in barca, oppure itinerari più brevi o personalizzati.

  

Dalla LA LOCANDA DEL FIORDO  si effettuano escursioni guidate a piedi, via mare e via terra lungo la Costiera Amalfitana, per Amalfi, Positano, Capri, Sorrento,Pompei, Ercolano, Vesuvio e Napoli.

 

-La Regata Storica delle Antiche Repubbliche Marinare -

  

Storia della Regata L'idea di una manifestazione di carattere eminentemente storico, che potesse rievocare le fulgide imprese delle Repubbliche Marinare d'Italia, si formò, alla fine degli anni '40 del nostro secolo, indipendentemente nelle menti di due appassionati: il pisano Mirro Chiaverini e l'amalfitano Francesco Amodio. L'atto costitutivo dell'Ente Regata delle Quattro Repubbliche Marinare fu stipulato ad Amalfi il 10 dicembre 1955. Da allora in poi ogni anno la manifestazione, che consiste nella sfilata dei cortei storici ed in una gara remiera, si svolge a turno nelle quattro città marinare

La Regata

E' una gara remiera effettuata mediante galeoni, ricostruiti su modelli del XII sec., da Alvio Vaglini, spinti da otto rematori e guidati da un timoniere. Le quattro imbarcazioni, lunghe 11 metri, pesanti 760 chilogrammi ed a sedile fisso, furono varate il 9 giugno 1956 sulla Riva dei Giardini Reali e benedette dal patriarca di Venezia Angelo Roncalli. Gli scafi dei galeoni sono dipinti mediante i colori tradizionali delle quattro città marinare (Amalfi: azzurro; Pisa: rosso; Genova: bianco; Venezia: verde); presentano il castello a poppa con la bandiera di ciascuna repubblica ed hanno una polena a prua. Così Amalfi usa un cavallo alato che, insieme alla sirena, era uno dei motivi principali utilizzati per le polene delle galee medievali; Genova ha invece il drago rievocante il suo Protettore S. Giorgio; Pisa mostra l'aquila imperiale germanica a ricordo della fedele collaborazione offerta alla causa sveva e ghibellina dalla repubblica toscana; Venezia presenta il leone di S. Marco quale simbolo del suo santo protettore.

Il percorso di gara è di 2000 metri in linea. Ad Amalfi la gara ha inizio dal Capo di Vettica, presso un promontorio sul quale si erge una torre vicereale del XVI sec. Il percorso avanza poi davanti alla sinuosa costa occidentale per giungere alfine ad Amalfi; dove è sistemato il traguardo, davanti alla Marina Grande ed al suggestivo sfondo del Monte Aureo, con la Torre dello Ziro, l'ex monastero di S. Lorenzo del Piano, il rione Capo di Croce, l'ex convento e la torre di S. Francesco.

GustaMINORI

A 10 KM dall'Hotels , a Minori, nella prima meta di settembre il paese rivive , per un'intera settimana, le sue tradizioni e recupera i vecchi sapori in una manifestazione ricca di eventi alla riscoperta e valorizzazione degli straordinari "giacimenti gastronomici" del suo territorio e dell'intera costiera. E' il trionfo del GUSTAMINORI , che irrompe festoso a goduria e scialo di assaggi per indigeni e turisti. E lungo i percorsi attrezzati ci si incanta all'intrico dei vicoli alla ricchezza e varietà dei tesori artistico - monumentali e delle risorse ambientali, all'estro e all'inventiva della manualità degli artigiani : un godibilissimo mélange in cui la fanno da protagonisti cuochi e massaie, contadini e pescatori, cestai e pastai, fabbri e cartari. E' tutta una collettività che rivive e reinterpreta in e coralità pagine immeritatamente dimenticate del proprio vissuto storico. Si tratta, insomma, di una manifestazione gastronomica di qualità e di livello internazionale. Tutta la città, in una generosa gara di competizione collettiva, recupera ed esalta il meglio della sua tradizione storica, che la vuole patria della pasta sin dal Medioevo fino al trionfo del XVII secolo, quando, con la diffusione dei caratteristici "ingegni" (macchine ad energia umana che fecero crescere notevolmente la produzione della pasta), Minori divenne una sorta di unica industria. Ogni piccolo spazio pubblico o privato , che avesse la giusta ventilazione, diventò una mostra permanente i pasta di ogni forma e dimensione, stesa su apposite canne per l'essiccazione.

  

Mulini e la cartiera al FIORDO DI FURORE

A 200 metri dall’hotel LA LOCANDA DEL FIORDO  troviamo il FIORDO DI FUORE: E' una profonda spaccatura della costa fra Conca dei Marini e Praiano. Vi si accede, fra sensazioni uniche, in barca dal mare, passando sotto un pittoresco quanto elegante ponte, sul quale corre la strada Amalfi - Positano, oppure a piedi, attraverso una suggestiva scalinatella. Stupendo è il villaggio dei pescatori, recentemente restaurato, incastonato sul fianco della montagna, dove , i dati del catasto francese, completato nel 1830, indicano la presenza alla "Marina del Furore" di alcune costruzioni, costituite da un "Molino ad una macina con stanze due" ed una "Cartiera con tre pile, una sola attiva", oltre a due stanze con un basso, due magazzini, "piazza e cortile", in testa a Bonaventura Ferrigno fu Andrea di Atrani. Tranne i magazzini e la piazza, questi beni risultano poi alienati, fra il 1856 - 57, a favore di Giuseppe Viviani32. Come meglio diremo più avanti, è probabile tuttavia che gli impianti siano stati realizzati ed aggiunti nel catasto solo nel 1836. Del venditore Ferrigno non sappiamo ancora nulla, molto invece dell'acquirente. Giuseppe (Giovanni, Domenico) Viviani (o Viviano), fu Giovanni (guardaboschi) e Brigida  Angrisani, nato nel 1802 a Rocca Piemonte (Sa), di professione "scarpettiere", domiciliato a Conca in Strada Acquarola, sposa nel 1836 Maddalena Pignuolo (o Pignuoli) e negli anni 1845 - 48 figura per la prima volta a Furore, in qualità di "industriante", dove nascono e sono battezzati i figli. Sempre a Furore, si firma ancora nel 1850 come "possidente"; nel 1853 come "cartaro" e nel 1856, per la prima volta, come "Padron di Cartiera"34. In quell'anno aveva infatti comprato la cartiera Ferrigno alla Marina di Furore, cui aggiungerà, 1'anno successivo, anche il mulino35. Ancora "Padron di cartiera" nel 1866, lo ritroviamo di nuovo a Conca, in contrada Penna, dove nel 1874 si dichiara "possidente" e dove infine muore nel 1891, all'età di 79 anni, in qualità di "mugnaio"36. Ebbe sette figli, di cui tre deceduti in tenera età. Dei maschi sopravvissuti, il primogenito Luigi farà il negoziante e i due successivi, Alfonso ed Antonio, i marinai. L'ultimo, Michele, nato a Furore nello stesso anno dell'acquisto della cartiera ed il solo di cui gli atti amministrativi ignorano la professione, ereditò probabilmente L'attività di mugnaio del padre e si spense a Praiano nel 1944. E' certo comunque, da testimonianze del posto, che il mulino alla "Marina" sarà dismesso solo nel Novecento, negli anni fra le due ~9 erre e che gli eredi Viviani lo abbiano conservato in proprietà fino a tempi recenti . Meraviglioso il vallone interno, pressoché intatto nella sua verdeggiante e preziosa vegetazione, che nasconde antiche cartiere, mulini, canali e grotte preistoriche. Qui nidificano gli ultimi esemplari di falco pellegrino: un rapace che trova fra l'asprezza di questa gola il suo habitat ideale. E qui sopravvive, imprevedibile e preziosa, la felce tennofìla  Woodwardia radicans, splendido esemplare di flora relitta dell'era terziaria, grazie alle particolari condizioni climatiche che l'angusto e profondo Vallone determina. Un'escursione lungo i sentieri che stentano a segnare un percorso fra lecci e frassini è un'esperienza irripetibile. Ma l'entroterra del Fiordo offre ancora qualche sorpresa. Prima fra tutte le fabbriche, vera e propria archeologia industriale. Opifici destinati alla produzione della carta e alla molitura del grano. Esempi di utilizzo dell'energia delle acque, insospettabili sul finire del Settecento. E' appena il caso di aggiungere che l'impressione più immediata è quella di una realtà ferma, pietrificata, come avulsa dal tempo, dove l'unico segno di vita è dato dal folle volteggiare dei pipistrelli e dalla voce inquietante di qualche solitaria civetta.

 

EVENTI IN COSTIERA AMALFITANA ED AMALFI a LUGLIO

Quinta edizione Premio Nazionale di letteratura enogastronomica Minori costa d'Amalfi. Programma

 Piazza Cantilena Forum :"La Costa di Amalfi sulle rotte del Mediterraneo: storia, saperi e sapori". Premiazione di due professionalità del settore enogastronomico a livello internazionale. Conducono Maria Concetta Mattei e Giuseppe Liuccio. Degustazione della "Caponata Classica" con biscotto di grano, olive snocciolate verdi, pomodorini ed alici di Cetara. Vini DOC Costa d'Amalfi. 1 Luglio 2008 ore 21.00 Piazza Cantilena Talk show con la proclamazione dei vincitori del premio Conducono Maria Concetta Mattei e Giuseppe Liuccio. Degustazione di formaggi misti dei Monti Lattari con ricottina di Tramonti servita con miele di agrumi. Vini DOC Costa d'Amalfi.La giuria del premio: Tullio Gregory,presidente, Giuseppe Lembo, Sindaco di Minori e presidente onorario, Ezio Falcone, Giuseppe Liuccio,Gualtiero Marchesi, Luca Maroni, Maria Concetta Mattei, Lidia Ravera, Andrea Reale. Le antiche delizie di Bacco Albergo Ristorante Bacco un'oasi tra mare e cielo, dove antiche ricette tramandate negli anni dalla famiglia Ferraioli, ritrovano i profumi della cucina mediterranea, solare e colorata. In tavola vi arriverà solo pesce freschissimo, pezzogne al limone,cernie gratinate, e l'immancabile totani con patate, tra i primi piatti da non farsi mancare gli scialatielli ai frutti di mare, ferrazzuoli con ventresca di tonno e rucola, vermicelli con la colatura di alici, spaghetti ai ricci di mare, per non parlare degli sfizi di formaggi, caponate e insalate. Il tutto accompagnato dai vini famosissimi della Cantina Marisa Cuomo e dai dolci di Erminia che sono una vera e propria tentazione. Don Calò. Venti racconti intorno al vino' è il secondo volume della collana I Grappoli, il tascabile di letteratura sul vino, con cui I Associazione Nazionale Città del Vino promuove il vino e il suo mondo come elementi culturali che fanno parte del vissuto quotidiano. Parlare di vino in maniera appropriata non è sempre così semplice, raccontarlo attraverso le storie di tutti i giorni ancora meno. Nino D’Antonio. uomo di lettere e giornalista, raccoglie in questo testo storie ricche di quotidianeità, di sentimenti, di travagli e di successi. Di queste si apprezza il linguaggio apparentemente semplice e immediato, ma nella sostanza profondo e intenso, come i suoi personaggi e la vita di tutti i giorni. Io le  Piscolla Oscar del Vino 2009 L'OSCAR PER IL MIGLIOR VINO BIANCO Nell’incantevole scenario offerto dalla Terrazza del Campidoglio, con la cornice mozzafiato rappresentata dal cuore di quella Roma eterna che sembra calata in un’atmosfera dal tempo sospeso, il magnifico palco realizzato dagli architetti Giammetta ha visto avvicendarsi premiatori e vincitori del prestigioso Oscar del Vino-Premio Duemilavini 2008, assegnato a chi, nel mondo del vino, si è contraddistinto per il suo operato nel corso di quest’ultimo anno.I VINCITORI Parco San'Agnelo Finanziamenti della Regione Campania al Comune di Furore per interventi di riqualificazione degli invasi spaziali, per la segnaletica, e per l'arredo urbano,Finanziamento per il Parco Sant'Agnelo. Museo Virtuale Furore La Favola è servita i salotti letterari del giovedì 18-25-Maggio 2008 1-8 Giugno 2008 ore 18,30 Giovedì 18 maggio 2006 0re 18,30 Biblioteca Comunale di Amalfi Giacomo Ricci Il Museo Virtuale del Fiordo di Furore Sono Itervenuti alla presentazione il Prof. Ezio Falcone, il Presidente della Comunità Montana il Prof. Raffaele Ferraioli,il Prof.Nino D'Antonio. Chiesa S. Michele S.Ecc. Mons. Orazio Soricelli celebrerà il Sacramento della Cresima a 30 Giovani di Furore alle ore 19,00 nella Chiesa di San Michele Arcangelo.Don Jonn Jesudasan Parroco di Furore e tutta la comunità da il benvenuto all'Arcivescovo Mons. Orazio Soricelli.

 

da visitare ad Amalfi

CATTEDRALE DI S.ANDREA : IX secolo CRIPTA DEL DUOMO :Fin dal 1304, in occasione di alcune festività religiose, nella cripta ha luogo dil miracolo della manna, che consiste nella secrezione di un liquido oleoso sulle superfici della tomba di S.Andrea CHIOSTRO PARADISO : situato accanto alla Cattedrale, fu costruito nel 1268. Il complesso architettonico è uno dei principali esempi del romanico amalfitano. BASILICA DEL CROCIFISSO : IX secolo ARSENALI DELLA REPUBBLICA : IX secolo. Di questo importante edificio medievale restano oggi soltanto due ampie corsie, coperte da eleganti volte a crociera. MUSEO CIVICO : E' conservato presso il Museo, in un grande scrigno di legno, la Tabula de Amalpha, che fa parte integrante del Codice Foscariniano ritrovato a Vienna e trasportato ad Amalfi nel 1929. MUSEO DELLA CIVILTA' CONTADINA : Contiene una raccolta di macchine rudimentali ed utensili vari appartenuti al mondo agricolo costiero negli ultimi quattro secoli.


 

 




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